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BENVENUTI AL BOSCO DI VILLAFLOR

PARCO E GIARDINO STORICO AMBIENTALE DELLA SARDEGNA

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BOSCO DI VILLAFLOR

La tradizione degli agrumi in territorio Milese ha inizio nel XIII secolo, con l’arrivo della congregazione Camaldolese dell’Ordine di San Benedetto.

Questa era una congregazione monastica fondata tra il 1024 e il 1025 da San Romualdo, monaco benedettino.


Qui sfruttando l’area ricca di acqua e di terra fertile, i frati, impiantarono il primo frutteto nell’attuale località chiamata “S’Ortu de is Paras - BOSCO DI VILLAFLOR”, ora di proprietà della nostra famiglia e sempre curato e produttivo.

Dal punto di vista della persistenza storica toponomastica il “Bosco di Villaflor (romantico appellativo ottocentesco di di questo vasto fondo di circa 5 ettari e tutto coltivato ad aranceto), E' CONSIDERATO il sito che più convincentemente offre testimonianza del secolare impianto produttivo della Vega.

Si tratta di uno dei primi insediamenti dei monaci camaldolesi di S. Maria di Bonarcado in agro di Milis a cavallo tra il XII e il XIII sec., rimasto sostanzialmente immutato nei secoli.

Il suo importante portale d’ingresso, IL PONTE e la piccola costruzione al suo interno, evocano ricordi lontani, IN un’atmosfera RICCA DI STORIA, PROFUMI E COLORI.

OGGI IL BOSCO DI VILLAFLOR si configura come un vero e proprio parco storico ed ambientale per il quale la Sovrintendenza ai Beni A.A.A.S. di Cagliari ha adottato i provvedimenti di tutela previsti dalla legge 1089, vincolandone l’intera estensione.

 

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IL PORTALE, IL PONTE E LA CASA DEGLI ATREZZI

BOSCO DI VILLAFLOR (S’Ortu de is Paras), il primo agrumeto impiantato dai frati camaldolesi

Cinto da vetuste e rigogliose siepi di alloro e delimitato a sud-est da un piccolo e pittoresco corso d’acqua, affluente del Rio Mannu, presenta al suo interno alcuni interessanti manufatti: un ponte sul predetto rio, in laterizi con alte spallette e pavimentazione a selciato; una singolare costruzione di ridotte dimensioni con copertura a capanna, ad unico ambiente interno con piano di calpestio in acciottolato e grande camino; l’esterno e’ a filari dicromi in pietra trachitica del luogo e richiama esattamente il parametro del grande portale d’accesso, terzo elemento di interesse architettonico.

 

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STILE neogotico

E’ assolutamente improponibile l’identificazione, secondo la tradizione locale, di tale costruzione con un ipotetico locus camaldolese, edificato cioè dai frati come punto d’appoggio per la bonifica e la colonizzazione del luogo e ciò per evidenti motivi di tecnica costruttiva e di utilizzo dei materiali; viceversa con la vicinanza con il neogotico portale- fatto edificare dai marchesi Boyl, proprietari di questo e di altri vasti appezzamenti nel territorio di Milis fino al 900. Suggerisce una consimile dotazione anche per la casetta rustica, la cui semplicissima e rigorosa struttura rimanda semmai ad una volontà di imitazione, tutta romantica, della semplicità e del rigore tipici dell’edilizia benedettina con un esplicito riferimento al pittoricismo cromatico della vicinissima chiesa di S.Paolo.

TESTIMONIANZE DEL BOSCO DI VILLAFLOR

E' A Milis, PAESE così chiamato dall’illustre famiglia  Boyl di origine catalana che lo fece costruire all’inizio dell’Ottocento, CHE venivano ricevuti i Reali in visita in Sardegna e altri Ospiti illustri. A MILIS Vi dimorò il Valery, bibliotecario di Versailles, che definì S’Ortu de Is Paras, ribattezzato dai Boyl Bosco di Villa Flor, il giardino delle Esperidi, e, in questo secolo, Gabriele D’Annunzio ci passava lunghi periodi.Nel XIX sec. e testimonianze DEL BOSCO DI VILLAFLOR sono essenzialmente di natura descrittiva e si debbono a quei viaggiatori the percorsero l’Isola alla scoperta di un mondo del tutto ignoto e che descrissero spesso con accenti entusiastici la bellezza e la feracita del sito.

 

nel 1838

Antoine Claude Pasquin Valery, bibliotecario di

Versailles:

 “Nel primo giorno di maggio, con un tempo magnifico, ho visitato i giardini o piuttosto la foresta d’aranci di Milis, ornamento della Sardegna coi suoi cinquecentomila e più alberi, il cui avvicinarsi si è annunciato da una brezza profumata. Circondato da colline che lo riparano, questo Bosco, che ho percorso per più ore sotto un’ombra deliziosa, era allora animato dal canto degli uccelli e dal mormorio di mille ruscelletti che irrigano le radici di questi alberi sempre assetati. Uno strato spesso di fiori d’arancio copriva il suolo; io camminavo, sdrucciolavo su questa neve odorante.

Le erbe aromatiche mescolavano un gradevole e forte odore con quello più soave Dell’arancio. L’abbondanza dei frutti è prodigiosa: qualche volta son necessari lunghi pali per sostenere i rami che si piegano sotto il peso degli aranci e dei limoni.

I frutti ammontano, nelle annate medie, e non meno di dieci milioni: si rimane abbagliati da tutti questo globi rossi e dorati, ardente vegetazione sospesa in festoni e ghirlande.

O mia cara arancera di Versailles, monumento del gran secolo, con i tuoi bacini di marmo, con le tue superbe gradinate, con le ammirabili volte, capolavori di costruzioni degne dell’architettura romana, con tutta la tua reale magnificenza, come eri lontana degli incanti prodigati dalla natura alla vallata solitaria di Milis!”

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI CON LA NATURA

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CALENDARIO APPUNTAMENTI 

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IL PASEDE DEGLI AGRUMI E NON SOLO.

MILIS

Milis è un antico borgo agricolo che sorge ai piedi del Monte Ferru. Il territorio conserva numerosi reperti archeologici, come i nuraghi Canale, Cobulas, Mura Cabonis e Su Livariu.
L’economia del paese è tipicamente agricola, ricca di aranci e vigneti da cui si producono la rinomata vernaccia e un miele particolarmente aromatizzato.
Al centro del paese si erge la parrocchiale di San Sebastiano, risalente al Diciassettesimo secolo.

La chiesa di San Paolo, del Dodicesimo secolo, custodisce invece dipinti di tradizione catalana.

 
 
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LE CHIESE

Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, sorta nel Cinquecento, si trova lungo la via principale del paese, in stile gotico-catalano.


Chiesa di San Paolo, chiesa romanica, costruita tra il 1140 e il 1220.

Chiesa di Santa Vittoria, conserva tombe del VI E VII secolo. Al suo interno le celebrazioni e riti della settimana Santa.

Chiesa di San Giorgio, sorta intorno al 1637.

Chiesa della Madonna del Buon cammino, è sorta nell’Ottocento, si trova nelle campagne del paese.

Chiesa di San Pietro, a due Km dall’abitato, in aperta campagna.

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MONUMENTI STORICI

Palazzo Boyl, costruito nel XVII secolo dai marchesi Boyl,  parenti dei Savoia come residenza estiva. Nei secoli successivi accolse onorati ospiti, tra cui Gabriele d’Annunzio, Honorè de Balzac. Al suo interno il museo del costume sardo e del gioiello.


Villa Pernis, si trova all’ingresso del paese a sud, costruita alla fine del 1800 da Benvenuto Pernis e destinato all'allevamento di cavalli destinati all'esercito regio e collegato a"tanca regia"di Abbasanta, nella seconda guerra mondiale la villa è stata utilizzata come caserma militare e vi alloggiavano i soldati in guerra, ora una parte è stata restaurata e adibita a ristorante e albergo.

 
 PH CREDIT: angelomeridda.it/

PH CREDIT: angelomeridda.it/

CASA MUSEO

Il "cimitero di guerra" all'interno del cimitero paesano, presso la chiesa di san Paolo accoglie le spoglie di soldati e civili italiani e tedeschi caduti durante un bombardamento inglese nel 1943 su una pista d'atterraggio in precedenza nascosto dagli aranceti.


Le antiche fontane: Barigadu, Funtana Intru, Funtana Manna.

Antica casa Milese, casa museo  dalla raccolta di numerosi utensili ed oggetti di uso comune di cui il passare del tempo ha fatto perdere l'uso e la memoria. Museo Privato, in via San Giorgio.

E inoltre: le bellissime vie del centro storico, con la caratteristica pietra “a vista”, gli scorci, i vicoli, i portali….l’accoglienza dei milesi.

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PRODOTTI TIPICI E MANIFESTAZIONI

E infine non andare via senza mangiare le “zippole” della pasticceria “Novecento”, e… senza aver comprato le “seadas” di Cosimo Salaris


Non perdere a novembre la tradizionale “Sagra dei vini Novelli” organizzata splendidamente dalla Pro-Loco locale, ci troverete aperti, e IN PRIMAVERA per la manifestazione “Primavera in giardino”, ideata da Italo Vacca e Leo Minnitti.